Il settore nord-orientale della Regione Friuli Venezia Giulia, in special modo la zona della Val Canale, Canal del Ferro e della Val Aupa, è stato interessato, nella giornata del 29 agosto 2003, da violente precipitazioni meteoriche (oltre 350 mm di pioggia in sole tre ore).
Queste hanno provocato l’esondazione di molti corsi d’acqua, colate detritiche, allagamenti e fenomeni erosivi, causando gravi danni a popolazione ed infrastrutture, interrompendo le normali attività per parecchi giorni, ed inducendo a massicci interventi la Protezione Civile della Regione.
Per la migliore valutazione dei dissesti, per la tutela delle popolazioni e per il futuro ripristino delle normali condizioni di sicurezza è stato immediatamente costituito un team di tecnici che ha operato l’individuazione, il riconoscimento e la perimetrazione dei dissesti geologici ed idraulici, utilizzando:
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Ortofoto digitali ad alta risoluzione da elicottero riprese nei tre giorni successivi all’evento, concentrando i rilievi nei fondovalle, dove è più rilevante la presenza antropica, degli edifici e delle infrastrutture. Sono stati ripresi 493 fotogrammi, georiferiti in coordinate Gauss-Boaga, con risoluzione superiore ai 20 cm.
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Rilievo laser scan da elicottero con risoluzione di oltre 1 punto per m2
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Ortofoto della Compagnia Generale Riprese di Parma, eseguite nei due mesi successivi e restituite in forma digitale con risoluzione di 50 cm.
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Immagini fotografiche eseguite dai tecnici della Regione, dell’ANAS, delle Ferrovie dello Stato e dai volontari di protezione civile; oltre 7.500 scatti, ordinati ed archiviati in formato digitale.
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Rilievi della Direzione regionale delle risorse agricole, naturali e forestali, eseguiti con sopralluoghi di squadre in zone montane.
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Rilievi di campagna eseguiti dal team di tecnici.
Utilizzando ArcGIS si sono potuti integrare ortofoto ad alta risoluzione, rilievi laser scan, ortofoto da aereo, immagini fotografiche, rilievi di campagna, creando un sistema GIS essenziale non solo per l’individuazione e la perimetrazione dei dissesti geologici ed idraulici ma anche per la successiva opera di pianificazione e controllo.
La completa mappatura delle aree di rischio, al fine di rendere attuativo quanto disposto dall’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 3309/2003, ha quindi portato al censimento di ben 1108 fenomeni franosi ed eventi alluvionali distribuiti in circa 17 km2, nonché delle aree a dissesto idraulico prevalente in circa 11 km2, nei sette Comuni colpiti.