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Protezione Civile

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Laserscan

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  • Generazione di modelli digitali del terreno dalla combinazione di dati lidar da piattaforma aerea e terrestri

    La scansione laser rappresenta la nuova frontiera per il rilievo topografico e per le analisi tecniche del territorio. L’utilizzo di scanner laser d’alta precisione da terra è stato sviluppato inizialmente per lo studio d’elementi architettonici, strutturali e per il reverse-engineering, ma attualmente sta evolvendo verso l’applicazione del metodo alla caratterizzazione morfo-strutturale del territorio.

    Si sono quindi volute sperimentare delle tecniche d’integrazione fra due differenti sistemi “laser detection and ranging (LIDAR)”. Attraverso la scansione laser da piattaforma aerea sono stati rilevati oltre 3 km2 quadrati di territorio montano molto articolato per le sue peculiari caratteristiche geologiche e geomorfologiche. Il rilievo è stato integrato con un sistema LIDAR terrestre nei tratti di parete subverticale, dove quello aereo presentava notevoli lacune.

    I sistemi utilizzati sono stati: ALTM 3033 (Airbone Laser Terrain Mapper) equipaggiando un elicottero AS350, laser scanner ILRIS 3D (Intelligent Laser Ranging Imaging System) Optech per il rilievo da terra.

    L’elaborazione e l’integrazione dei due sistemi di scansione è stata effettuata mediante Polyworks; tale software permette l’allineamento di differenti riprese mediante la localizzazione di punti omologhi presenti in entrambe le nuvole di punti.

    Il prodotto finale è un modello digitale del terreno generato dalla fusione di dati aerei e terrestri, esso rappresenta  un’ottima integrazione per il rilievo in ambito montano dove sono spesso presenti tratti subverticali difficilmente rilevabili da piattaforma aerea.

  • Nuove tecnologie di rilevamento nella Protezione Civile: il laser scanner terrestre

    Il laser scanner terrestre è una tecnologia che è stata introdotta di recente nel campo del rilevamento; l’apparecchiatura permette di ricostruire modelli tridimensionali attraverso la registrazione di scansioni singole o multiple.

    La strumentazione, generando un impulso laser infrarosso, registra parte del segnale riflesso dell’oggetto colpito. L’unità di misurazione del tempo rileva l’intervallo tra l’emissione del segnale e l’impulso di ritorno, essendo nota la direzione del raggio nello spazio rispetto ad un sistema di riferimento interno allo strumento, ogni singolo punto viene posizionato con coordinate x, y, z relative, registrandone anche l’intensità di segnale in funzione della riflettività del materiale colpito. Le scansioni permettono così di acquisire in tempi brevi milioni di punti in modo automatico, coniugando alla velocità d’esecuzione un’elevata accuratezza.

    L’articolo vuole descrivere le modalità di funzionamento del sistema LIDAR (Light Detection And Ranging) e alcune delle possibili applicazioni.

  • Moderne tecnologie per la gestione delle emergenze idrogeologiche

    Il 29 agosto 2003 violente precipitazioni meteoriche hanno interessato il settore nord-orientale della Regione Friuli Venezia Giulia, causando l’esondazione di molti corsi d’acqua, estese colate detritiche, allagamenti e fenomeni erosivi. I gravi danni sopportati da popolazione ed infrastrutture, hanno interrotto le normali attività economiche e sociali per parecchi giorni, inducendo massicci interventi della Protezione Civile della Regione.

    Questa emergenza è stata il banco di prova per verificare la capacità e la rapidità operativa del nuovo polo cartografico nonché le potenzialità e l’affidabilità dei recenti strumenti tecnologici a disposizione della Protezione Civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

    Per perimetrare e censire i dissesti geologici ed idraulici, ma anche per evidenziare ed analizzare le situazioni di maggior criticità, immediatamento dopo l’evento si è subito costituzione di un team di tecnici, che, sulla base di sopralluoghi e rilevamenti sul terreno, analisi di foto aeree e rilievi laser scan, hanno censito oltre 1000 dissesti idrogeologici distribuiti in circa 17 km2.

    Utilizzando un sistema GIS si sono così potuti integrare i dati raccolti creando un sistema informativo territoriale essenziale non solo per l’individuazione e la perimetrazione dei dissesti geologici ed idraulici ma anche per la modellazione e l’analisi territoriale; e soprattutto per la successiva opera di pianificazione e controllo.