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Protezione Civile

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Piovosità

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Il clima e pertanto la piovosità del Friuli Venezia Giulia è determinata da diversi fattori tra i quali i principali sono la sua collocazione geografica nella fascia temperata boreale, con latitudine fra il 45° ed il 47° parallelo, la presenza dei rilievi alpini e prealpini ad andamento longitudinale che costituiscono una barriera climatica a settentrione, l’influente presenza del Mare Adriatico, dal quale provengono masse di aria calda e umida. Tali fattori determinano differenze climatiche anche rilevanti in alcune aree della regione. In generale si ha un clima temperato marittimo in pianura e nella fascia collinare, con temperature medie poco elevate ed escursioni annue piuttosto accentuate, e precipitazioni abbondanti e ben distribuite; nella zona montana e pedemontana invece l’altitudine e la conformazione orografica danno origine a variazioni anche notevoli: le Alpi Carniche proteggono la sottostante pianura dai venti freddi e secchi settentrionali, cosa che non fanno le Alpi Giulie disposte in altra direzione. Le Prealpi Carniche a loro volta ostacolano l’afflusso di aria calda ed umida da SE verso le vallate interne, mentre le Prealpi Giulie, scarsamente elevate sono causa della ricchezza di precipitazioni nel settore più orientale della Regione.


Mappa piovosità media annuale dal 1960 al 2004

Dalla mappatura delle precipitazioni medie sia annue che mensili nel ventennio 1950 – 1970, confermate peraltro dai dati più recenti, risulta una fascia di massima piovosità con punte superiori ai 3000 mm/anno, evidenziata dal forte addensamento delle isoiete, con direzione E-W/NNE-SSW e compresa tra le Alpi e Prealpi Giulie Occidentali (Complesso del Monte Canin e Catena dei Musi) e le Prealpi Carniche Occidentali (Monte Cavallo e parte dell’Altipiano del Cansiglio). In questa zona sono presenti, oltre all’anfiteatro morenico del Tagliamento; i bacini del Cellina, Meduna, Tagliamento, Isonzo e gli estremi più settentrionali del Torre e del Natisone. In media mensilmente cadono dai 90 ai 200 mm d’acqua nel bacino del Tagliamento, dai 100 ai 220 mm d’acqua nei bacini del Cellina e Meduna, dai 140 ai 260 mm d’acqua nei bacini del Torre e del Natisone, dai 120 ai 290 mm d’acqua nel bacino dell’Isonzo.

Comunemente l’altezza pluviometrica annua supera i 1000 mm, con un gradiente che dalla fascia di massima piovosità tende a decrescere verso sud, nord e ovest, andamento che sembra essere, inoltre, rispettato verso est; inoltre nella parte montana della regione, collocata lungo le isoterme annue comprese tra gli 11° nella pedemontana ed i 5° della catena alpina, le precipitazioni possono essere a carattere nevoso da fine novembre a fine marzo.

Il regime pluviometrico vede l’autunno come periodo più piovoso, con punte massime nel mese di novembre che arrivano anche a 1200-1400 mm/mese ovvero più di un terzo delle precipitazioni annue. Il secondo periodo piovoso si registra in media nei mesi di aprile e giugno, ovvero fra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Gennaio-febbraio e luglio-agosto sono invece i mesi a maggior siccità.

Le massime escursioni dei corsi d’acqua principali, con forti ripercussioni sul regime idraulico, si hanno quindi tra settembre e novembre e tra maggio e giugno; nel periodo tra marzo ed aprile può inoltre risultare significativo il contributo idrico associato allo scioglimento delle nevi.