Vai al contenuto della pagina

Protezione Civile

Protezione Civile

 

Il sistema strutturale E-W

Condividi
Home / Territorio / Geologia / Il sistema strutturale E-W

Il sistema longitudinale E-W, detto anche tilaventino, è particolarmente sviluppato nel settore alpino e nella maggior parte di quelli prealpini e condiziona fortemente l’andamento morfologico di quei tratti della geografia regionale. Si pensi, ad esempio, a quell’imponente depressione morfologica che marca il limite meridionale della Catena Carnica e che corrisponde all’allineamento longitudinale delle valli Pesarina, Calda, Pontaiba, Turriea, Pontebbana, Val Canale.

Tutte le valli citate e quelle minori di collegamento fra loro si sono per lo più impostate su importanti disturbi tettonici (faglie inverse e/o sovrascorrimenti). Essi hanno portato i terreni più antichi settentrionali a sormontare quelli meridionali, relativamente più recenti, in virtù di grandiosi piani di accavallamento per lo più immergenti a nord.

Solo nella fascia più settentrionale della Catena, in prossimità del confine austriaco, le faglie presentano talora immersioni dei piani di sovrascorrimento verso sud, pur mantenendo  l’orientazione E-W, spesso eredità delle antiche strutturazioni erciniche.

Altro esempio di imponente struttura tettonica a direzione tilaventina e che caratterizza le Alpi Tolmezzine per un’estensione continua di oltre 40 km è la “linea di Sauris”. Si tratta di un importante sovrascorrimento che da Forni di Sopra attraverso la conca di Sauris e la valle di Lauco, giunge ad Arta e poi, tramite faglie trasversali, viene rigettato a sud fino a Tolmezzo. Esso porta i terreni permiani a sormontare tettonicamente unità del Trias superiore. Tale sovrapposizione è facilitata nell’avanzata verso sud e nel successivo accavallamento, dalla presenza dei gessi permiani alla base delle unità settentrionali sovrascorse e di analoghi termini evaporitici o comunque plastici al tetto di quelle meridionali sottoscorse.

Più a sud, la stessa alta valle del Tagliamento, nel suo percorso all’incirca E-W dal Passo della Mauria a Stazione della Carnia prima dello sfondamento della catena da parte del fiume, indica la presenza di disturbi tettonici a pari direzione. Essi, in parte mascherati dalle estese alluvioni del Tagliamento, portano le Alpi Tolmezzine (in prevalenti unità del Trias medio) a sovrascorrere sulle Prealpi Carniche (in unità del Trias superiore ed età successive).

Nei settori prealpini carnico e giulio, la maggiore espressione delle grandi strutture tettoniche di pertinenza tilaventina è data dalla “linea Pinedo-Avasinis” e dal più meridionale “sovrascorrimento periadriatico” (o “linea Barcis-Starasella”) che si estendono in continuità per oltre 80 km dall’estremo occidentale a quello orientale dell’area in esame (per proseguire in realtà ancora più a ovest nel sottosuolo della pianura veneta e più a est in territorio sloveno).

La prima, dalla conca di Claut alla depressione del lago di Cavazzo (ed ancor più a oriente alla base della catena dei M. Musi) porta ad un raddoppio della Dolomia Principale fino a farla sormontare su terreni cretacici.

Gli effetti del secondo disturbo tettonico di importanza regionale sono ben seguibili da Barcis alla conca di Tramonti, Trasaghis, Gemona, Lusevera, per proseguire in Slovenia verso Caporetto dove confluisce nella grande linea d’Idria, struttura trascorrente dinarica.

Tutti i rilievi a monte di questa congiungente sono per lo più costituiti da Dolomia Principale (Trias superiore) sovrascorsa sui più plastici terreni meridionali in flysch eocenico. Spesso questa grandiosa struttura tettonica è marcata al piede, cioè all’emergenza superficiale della linea di accavallamento profonda, da una estesa fascia (potente anche parecchie decine di metri) di cataclasiti.