Vai al contenuto della pagina

Protezione Civile

Protezione Civile

 

Carta delle aree d'intervento in emergenza

Condividi
Home / Territorio / Piano regionale delle emergenze di Protezione civile / Carta delle aree d'intervento in emergenza

Per fornire ai soccorritori in loco ed alle diverse forze agenti sul territorio un modo per orientarsi efficacemente sul territorio, per coordinarsi tra loro e con la Sala Operativa Regionale durante un’emergenza, è stata predisposta una cartografia operativa denominata "Carta delle aree d’intervento in emergenza".
Questa cartografia, basata sul sistema di coordinate utilizzato dalla strumentazione GPS, permette però di orientarsi e di comunicare la propria posizione in maniera precisa anche alle squadre che non fossero dotate di tale strumentazione.
La cartografia delle aree di intervento in emergenza è stata messa a punto e validata in un’area campione e successivamente estesa a tutto il territorio regionale.
Il sistema si basa sulle coordinate geografiche, espresse in gradi/primi/secondi (sessagesimali) del sistema WGS84.
Il territorio è stato suddiviso in aree con lato di ampiezza pari ad un primo di grado ed i valori di latitudine e longitudine espressi in gradi si mantengono costanti lungo i lati delle aree, posti in corrispondenza dei valori di primo interi.
Secondo tale sistema di riferimento il territorio regionale si trova suddiviso in quattro settori a seconda che ricada a est o ad ovest del 13° meridiano e a sud o a nord del 46° parallelo.
Per semplificare la sigla di identificazione delle aree e poiché difficilmente si presenta la necessità di un coordinamento tra squadre di soccorritori che si trovano a grande distanza, i quattro settori sono stati indicati con lettere da A a D partendo dal quadrante in alto a destra (NE) e procedendo in senso antiorario. In questo modo è stato possibile mantenere una corrispondenza tra le coordinate geografiche all’interno dell’area e la sigla che la identifica in maniera univoca.

Ciascuna area di intervento è quindi univocamente identificata da una sigla XNNMM composta dalla lettera (X) che individua il quadrante principale A, B, C o D in cui si trova (es B); dal valore dei minuti primi di longitudine (NN) del vertice inferiore sinistro dell’area (es 13°19’00”); dal valore dei minuti primi di latitudine (MM)del vertice inferiore sinistro dell’area (es 45°54’00”). Questo sistema di numerazione mette immediatamente in relazione il numero della cella con le coordinate geografiche poiché i valori di latitudine e longitudine aumentano rispettivamente procedendo verso nord e verso est e quindi finché il mezzo su cui è montata la strumentazione GPS si trova all’interno dell’area B1954, le coordinate visualizzate saranno comprese tra 13°19’00” e 13°19’59” (13°19,99’ se si utilizzano secondi centesimali) di longitudine e 45°54’00” e 45°54’59” (45°54,99’ se si utilizzano secondi centesimali) di latitudine.

Ciascun’area può essere ulteriormente suddivisa in sottoaree delimitate da una griglia con maglie d’ampiezza pari a dieci secondi sessagesimali di grado. Anche le sottoaree sono identificate in maniera univoca orizzontalmente da una lettera (a, b, c, d, e ed f partendo da sinistra) e verticalmente da un numero da 1 a 6 (partendo dal basso).  

Alcune applicazioni pratiche

1) ci si trova sul territorio e si vuole individuare la propria posizione

se non si ha a disposizione uno strumento GPS ma si dispone della cartografia con le aree d’emergenza:
Utilizzando i riferimenti del luogo (edifici, strade) è possibile individuare la propria posizione sulla carta delle aree d’emergenza e leggere il codice identificativo dell’area corrispondente (es. B1954).

Leggendo le lettere e le cifre indicate al margine della carta si può individuare anche la sottoarea (B1954B5).

se non si hanno punti di riferimento, ma si è dotati di strumentazione GPS:
Si leggono le coordinate sullo strumento, ad esempio Long.: 13°19.12’ e Lat.: 45°54.45’.
I gradi interi, che nella nostra Regione possono assumere solo quattro possibili valori, individuano il quadrante secondo questo schema:

In questo caso:
13°19’12” e 45°54’45” individuano il quadrante B.

Le due cifre successive prima di longitudine e quindi di latitudine, che rappresentano i primi di grado, consentono di individuare l’area di intervento in cui ci si trova:
In questo caso:
13°19’12” e 45°54’45” individuano l’area B1954.

Le due cifre successive prima di longitudine e quindi di latitudine, che rappresentano i primi di grado, consentono di individuare l’area di intervento in cui ci si trova:In questo caso:13°12” e 45°45” individuano l’area .

Utilizzando i secondi di grado è possibile individuare anche la sottoarea:
In questo caso:
13°19’12” e 45°54’45” individuano la sottoarea B1954B5.

2) viene comunicata l’area di intervento da raggiungere

se non si hanno a disposizione né punti di riferimento né la cartografia delle aree d’emergenza, ma si possiede uno strumento GPS.
Sulla base della prima lettera del codice dell’area si determinano i gradi di latitudine e longitudine.
Questi possono essere determinati sulla base della tabella riportata in precedenza o, più probabilmente, la prima localizzazione avverrà sulla base di altri punti di riferimento.

In questo caso:
B1954 individua il quadrante B, che corrisponde ad un valore di 13° di longitudine e 45° di latitudine. Probabilmente si potrebbe essere stati direttamente indirizzati nella zona di Palmanova.

Le due coppie di cifre successive indicano invece i decimi di grado, rispettivamente di longitudine e di latitudine:

In questo caso:
B1954 individua i valori di 13°19’ di longitudine e 45°54’ di latitudine, che possono essere letti sulla strumentazione GPS.

Conoscendo anche il codice della sottoarea è possibile individuare anche i secondi di grado per un posizionamento più preciso.

se non si ha a disposizione uno strumento GPS, ma si possiede la cartografia delle aree d’emergenza
Si individua l’area di intervento in emergenza sul quadro d’unione, sulla base del suo codice.

In questo caso:
B1954 individua quadrante B, colonna 19 e riga 54, che corrisponde alla zona di Palmanova.
ATTENZIONE! È sempre necessario individuare per primo il quadrante, poiché le colonne con numerazione da 19 a 55 e le righe con numerazione da 34 a 39 si ripetono per i diversi quadranti.

Si individua l’itinerario migliore per raggiungere l’area di intervento e si stampa la cartografia necessaria.


Se viene specificata anche la sottozona, la si identifica in cartografia e la si raggiunge sulla base dei punti di riferimento presenti sul territorio.