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Protezione Civile

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La mostra “La Protezione Civile Scrive”

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“La Protezione civile scrive”, questo è il titolo della mostra inaugurata lunedì 11 settembre 2006 al Parco del Volo di Campoformido dall’assessore alla Protezione civile Gianfranco Moretton. Organizzata dalla Protezione civile della Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Dipartimento nazionale di protezione civile, la mostra offre un’ampia panoramica delle attività realizzate nell’ambito della sensibilizzazione alla popolazione in materia di protezione civile e rappresenta il primo importante momento di incontro e confronto a livello nazionale fra le diverse realtà regionali del Sistema Nazionale di Protezione civile.
La mostra è strutturata in due hangar: nell’hangar 5 tutte le regioni d’Italia e il Dipartimento nazionale della Protezione civile espongono tutti i materiali didattici, informativi e divulgativi che i vari Enti ed Organizzazioni del Sistema nazionale di protezione civile hanno pubblicato nell’ambito di progetti che tracciano linee guida e modalità di intervento in situazioni di emergenza e rischio per la popolazione; nell’hangar 1 invece si trovano i lavori realizzati dagli alunni di diverse regioni italiane coinvolti in percorsi formativi più originali e significativi, nonchè una sezione delle “Buone Pratiche” in cui vengono descritti sinteticamente i progetti sviluppati e le metodologie adottate per avvicinare i bambini e i ragazzi a tematiche delicate e complesse come la sicurezza e la protezione civile. Sempre l’hangar 1 ospita, inoltre, una serie di trenta pannelli con i disegni originali eseguiti dai bambini dei Paesi colpiti dallo tsunami il 26 dicembre 2004.
Diverse le autorità che hanno accolto l’invito dell’ assessore Moretton a partecipare all’inaugurazione tra cui i sindaci di Campoformido, Andrea Zuliani e di Pasian di Prato, Lorenzo Tosolini. Presente anche Sisto Russo, dirigente responsabile del Volontariato al Dipartimento nazionale della Protezione civile, il quale ha sottolineato come la Protezione civile della Regione Friuli Venezia Giulia sia all’avanguardia nei rapporti con il Dipartimento Nazionale e con le altre regioni e che questa mostra rappresenta un ulteriore percorso di conoscenza e crescita reciproca. Nel ribadire l’importanza che queste iniziative assumono come forma di comunicazione verso i cittadini, Sisto Russo ha anticipato che da questa mostra nascerà un catalogo multimediale finalizzato a illustrare quelli che sono i campi di azioni della Protezione civile nelle situazioni di crisi.
La nascita, l’importanza e il significato che la Protezione civile ha in ambito regionale e nazionale sono, invece, in sintesi i temi toccati dall’assessore alla Protezione civile, Gianfranco Moretton nel corso del suo intervento. Nel ricordare che la Protezione civile è nata durante il terremoto del 1976, il vice presidente della Regione ha sottolineato come la ripresa del Friuli sia stata il primo esempio di ricostruzione effettuata con il decentramento, dove lo Stato aveva demandato la responsabilità di gestire la crisi direttamente alla Regione, la quale ha superato l’emergenza proprio grazie alla Protezione civile che allora muoveva i primi passi.
“Ora – ha proseguito Moretton – in Friuli Venezia Giulia la Protezione civile è un sistema organizzato sul territorio, necessario per far fronte alle diverse calamità non solo sismiche ma anche alluvionali, come per esempio l’alluvione della Val canale e Canal del Ferro del 2003, cercando di dare a tutti i cittadini una risposta in termini di sicurezza. Infatti fare “Protezione civile” significa fare prevenzione, dare soccorso e soprattutto garantire la tranquillità delle persone, le quali sono consapevoli che in caso di emergenza ci sono uomini e donne che si impegnano per far sì che la loro incolumità sia salvaguardata e che il territorio sia costantemente sotto controllo.  Infatti tutti hanno fiducia nella Protezione civile, tutti ci credono e questo comporta una sempre maggiore responsabilità e un sempre maggior impegno.” Nel chiudere il suo intervento l’assessore ha evidenziato come in seguito alle varie calamità che hanno colpito la nostra regione, è nata una nuova mentalità in termini di diffusione di una cultura di protezione civile ed iniziative come ““La Protezione civile scrive” sono la testimonianza dei grandi progressi  che sono stati compiuti per trasmettere alla popolazione, ma soprattutto alle generazioni del domani, una nuova coscienza di protezione civile.
Nel corso della settimana, la mostra è stata visitata da diverse scuole della Regione Friuli Venezia Giulia, tra cui Attimis, Enemonzo, Faedis, Lauco, Manzano e Mezzana del Turgnano per un totale di circa 300- 350 bambini, a testimonianza della sensibilità sempre più marcata che lo stesso sistema scolastico regionale dimostra nei confronti dei tema della sicurezza e della protezione civile. La visita guidata delle scuole era strutturata in 4 tappe: la prima prevedeva la visita agli stand regionali e del Dipartimento nazionale della Protezione civile, dove venivano spiegati i lavori che erano stati realizzati e dove ogni regione regalava ai bambini diversi gadget di ricordo; la seconda tappa, invece, prevedeva un percorso formativo sul rischio sismico e sul rischio idrogeologico, reso possibile soprattutto grazie ai plastici realizzarti dalla scuola primaria di Attimis. Il percorso veniva illustrato ai bambini da un geologo dell’Osservatorio sismico “Andrea Bina” e da un volontario del FESN di Pozzuolo del Friuli. Il terzo momento della visita era gestito dalle Associazioni cinofile di protezione civile che, sfruttando il campo macerie allestito a maggio in occasione del Primo Raduno delle Unità Cinofile, hanno simulato un’attività di ricerca di persone scomparse, coinvolgendo i bambini in prima persona nel ruolo di comparse. Terminata la simulazione, i volontari hanno presentato la struttura operativa delle unità cinofile regionali, soffermandosi in particolare sulle descrizione delle loro attività e dei vari passaggi di addestramento che portano alla formazione di un’Unità cinofila. La visita si chiudeva, infine, con l’attività proposta dai volontari della squadra comunale di Gorizia, la quale ha ideato un gioco in cui bisognava spegnere un incendio, ovviamente finto. Tutti i bambini, muniti di caschi e lance appositamente realizzate per loro, dovevamo in un arco di tempo preciso colpire la bocca dell’incendio nel tentativo di spegnerlo.
All’interno della visita vi era anche una sezione dedicata agli insegnanti, i quali , attraverso l’analisi dei diversi materiali esposti, hanno potuto cogliere spunti ed informazioni utili (per esempio i referenti dei vari progetti) per la realizzazione di percorsi formativi rivolti agli alunni della scuola primaria e secondaria sulla tematiche della protezione civile da articolare e personalizzare a seconda delle necessità.
E’ innegabile l’importanza che questa mostra ha rappresentato a livello regionale e nazionale, data proprio dallo scambio di esperienze e dalla condivisione dei diversi sussidi realizzati nel corso degli anni dagli operatori di protezione civile, che costituisce l’inizio di percorsi condivisi e sistematici. Affinché queste attività rientrino sistematicamente e capillarmente nel mondo scolastico e civile, infatti, è necessario fornire proprio quei materiali informativi –didattici in grado di supportare e facilitare i soggetti che intendono realizzare progetti formativi. Essi, perciò, devono diventare la base di una cooperazione atta a favorire la diffusione della cultura di protezione civile sia nelle scuole sia in ogni altro ambito della società civile. In Friuli Venezia Giulia come in tutto il mondo.