Attività di testing di un dispositivo per la ricerca di persone disperse messo a punto dalla Protezione Civile della Regione

14 novembre 2010
San Dorligo della Valle (TS)

Domenica 14 novembre 2010 in Val Rosandra, nel comune di San Dorligo della Valle, nell’ambito dei test per provare un innovativo dispositivo per la ricerca di persone disperse, si è svolta un’esercitazione alla quale hanno preso parte i tecnici della Protezione civile Regionale, i volontari dei Gruppi comunali di Protezione civile di Sgonico,  Trieste, San Dorligo della Valle, Monrupino, Muggia, Duino Aurisina e Monfalcone, dell'associazione Cinofili del Friuli Venezia Giulia e dell'associazione CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico).
Il nuovo dispositivo, sviluppato da ditte del settore con la supervisione del Direttore, Guglielmo Berlasso, e dei tecnici della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Marco Tessarotto e Matteo Benedetti, si basa su tecnologia RFID (Radio Frequency IDentification o Identificazione a radio frequenza) che consente l'identificazione automatica di oggetti e/o persone basata sulla capacità di memorizzare e accedere a distanza a dati identificativi e alle coordinate GPS usando dispositivi elettronici (chiamati TAG o transponder) in grado di rispondere comunicando le informazioni in essi contenute quando "interrogati". L'utilizzo primario di questa tecnologia è nella ricerca di persone disperse in montagna in quanto utilizzabile anche in zone dove non arriva alcun segnale telefonico.
Nel corso dell’esercitazione è stata provata la localizzazione di dieci volontari-cavie dotati di dispositivi RFID (posizionati nello zaino). La ricerca delle cavie con i Master RFID è stata effettuata sia da terra, percorrendo con un mezzo di protezione civile le zone limitrofe alle aree di ricerca, che dall'alto con l'utilizzo dell'elicottero della Protezione Civile della Regione. Rispetto alle precedenti esercitazioni il dispositivo è stato perfezionato, ciò ha ulteriormente migliorato l'efficienza della ricerca mediante il nuovo dispositivo, infatti tutte i dieci volontari-cavie sono stati localizzati.
Alla simulazione hanno assistito il Presidente, Roberto Siagri, e alcuni tecnici della ditta Eurotech Amaro (UD) che sta sviluppando il dispositivo per conto della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia.
All'esercitazione, organizzata dalla Stazione di Soccorso Alpino di Trieste, hanno partecipato, oltre al personale delle associazioni e dei gruppi comunali sopraccitati, anche uomini e mezzi del Corpo dei Vigili del Fuoco di Trieste, Unità Cinofile di ricerca del Soccorso Alpino sloveno e dell’Associazione slovena di conduttori per cani da soccorso (KVRP) di Postumia, personale del Corpo Forestale Regionale e personale appartenente al Soccorso Alpino della Repubblica di Slovenia della stazione di Lubiana, con le squadre di Postumia, capitanate da Zlatko Grželj, ed Ilirska Bistrica, capitanate da Vlado Dekleva.
Inoltre hanno partecipato come osservatori in base il presidente del Soccorso Alpino sloveno Igor Potocnik, il vice presidente Slavko Rožic, il responsabile del centro operativo 112 di Postumia sig. Franc Šajn, il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Trieste dott. ing. Renato Riggio, il vice sindaco del comune di S.Dorligo della Valle sig. Ghersinich, il presidente del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) regionale Graziano Brocca ed il delegato CNSAS Vladimiro Todesco.
La suddetta manovra aveva come obiettivo la verifica di una ”attivazione interforze Italia – Slovenia", e la cooperazione di uomini e mezzi in territorio di confine.
La zona interessata alle operazioni comprendeva il territorio limitrofo all’abitato di Padriciano sino al confine di Stato e parte del territorio sloveno, per un totale di 400 ettari, dove sono stati dislocati 10 figuranti. Nella ricerca si sono avvicendate 39 squadre per un totale di 160 persone, tra cui cinofili e persone in battuta. Personale sloveno ha lavorato fianco a fianco a quello italiano sia sul territorio, sia nella base operativa / logistica,collocata all’interno della sala operativa del CNSAS in località Padriciano (ex campo profughi).