La Protezione Civile della Regione ha organizzato, presso il Castello di Udine, il convegno dal titolo: "35 anni dal Terremoto del Friuli 35 anni di Protezione Civile"

6 maggio 2011
Udine

Venerdì 6 maggio 2011, presso il Salone del Parlamento del castello di Udine, la Protezione civile della Regione ha organizzato, per il 35° anniversario del sisma del 1976, un convegno scientifico ed istituzionale dal titolo "35 anni dal Terremoto del Friuli 35 anni di Protezione Civile". Il convegno, organizzato in collaborazione con le Università di Udine e Trieste, il Museo friulano di storia naturale, l’Osservatorio Geofisico Sperimentale di Trieste (OGS) e il Centro di Ricerche Sismologiche di Udine, ha voluto mostrare ai Sindaci della Regione e ai tecnici quanto è stato realizzato nella ricerca e nella prevenzione in campo sismologico in Friuli Venezia Giulia.

Al convegno hanno presenziato il Capo Dipartimento Nazionale di Protezione civile, dott. Franco Gabrielli, l'Onorevole Giuseppe Zamberletti (Commissario straordinario per la ricostruzione post terremoto del 1976 in Friuli), il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dott. Renzo Tondo, il Vicepresidente della Giunta Regionale ed Assessore alla Protezione civile, dott. Luca Ciriani, e il Direttore centrale della Protezione civile regionale, dott. Guglielmo Berlasso. Tra le altre autorità presenti: il Presidente del Consiglio Regionale, dott. Maurizio Franz, il Sindaco di Udine, prof. Furio Honsell, l'onorevole Ivano Strizzolo e l'onorevole Mario Toros, Ministro del Lavoro nel 1976, il Prefetto di Trieste, dott. Alessandro Giacchetti, il Prefetto di Udine, dott. Ivo Salemme, il Prefetto di Gorizia , dott. Maria Augusta Marrosu, il Prefetto di Pordenone, dott. Pierfrancesco Galante, e il Vescovo di Udine mons. Mazzocato.
Il saluto alle Autorità presenti è stato portato dal Sindaco di Udine, Furio Honsell, che ha ricordato come, oltre la Protezione Civile, da quella tragedia "nacque" anche l'Università degli Studi di Udine. Il Presidente del Consiglio Regionale, Maurizio Franz, ha voluto evidenziare, nel suo intervento, che l'esperienza della ricostruzione del Friuli è stato il primo esempio di delega di funzioni dagli organi statali alle autonomie locali (regione e comuni).

È quindi intervenuto il Vicepresidente della Giunta Regionale ed Assessore alla Protezione civile, Luca Ciriani, che ha sottolineato l'importanza della ricorrenza, non solo per ricordare le vittime di quel tragico evento, ma soprattutto in quanto occasione per discutere sulle tematiche della prevenzione. L'Assessore ha evidenziato come il terremoto del '76 rappresenti una specie di "spartiacque" per la storia del Friuli Venezia Giulia. Infatti, a partire proprio da quella tragedia, il popolo friulano ha tratto motivo per la realizzazione di una regione economicamente più forte e più moderna. Da quei drammatici eventi calamitosi è nata anche la Protezione Civile Regionale, esempio di riferimento in campo nazionale ed internazionale, che l'Assessore ha definito patrimonio di tutti, in quanto tutte le diverse Giunte - che si sono succedute nei 35 anni dal terremoto - hanno sempre provveduto a creare e a rafforzare.

Sono quindi iniziati gli interventi a carattere scientifico. Il dott. Giuseppe Muscio del Museo friulano di storia naturale ha ricordato i più importanti eventi sismici, di cui sia abbiano notizie storiche certe, che hanno colpito il Friuli Venezia Giulia. Ha inoltre sottolineato l'importanza della comunicazione scientifica quale trait d'union tra la ricerca e la prevenzione.
Il prof. Franco Cucchi del Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Trieste ha spiegato i motivi della sismicità del Friuli Venezia Giulia, illustrando la geologia e la geomorfologia del territorio regionale.
L'intervento del prof. Marcello Riuscetti, docente dell'Università di Udine, ha riguardato l'esperienza della ricostruzione, di cui ha evidenziato i fattori essenziali e peculiari. Inoltre il professore ha voluto, con un messaggio forte, far riflettere sulla necessità delle politiche di prevenzione.
Il dott. Dario Slejko dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste ha relazionato sulla riduzione del rischio sismico ed in particolare del progetto "HAREIA - Historical and Recent Earthquakes in Italy and Austria", finanziato nell'ambito del programma INTERREG IV Italia Austria 2007-2013.
L'ing. Paolo Comelli, Direttore del Centro di Ricerche Sismologiche di Udine, ha illustrato il funzionamento della Rete sismometrica utilizzata per il controllo sismico della regione Friuli Venezia Giulia.
Il prof. Stefano Grimaz, del Dipartimento di Chimica, Fisica e Ambiente dell'Università di Udine, ha spiegato il progetto ''ASSESS'', che si propone la mitigazione del rischio sismico negli edifici scolastici con la creazione di un complesso modello, che evidenzia criticità ed esigenze di intervento nelle 1022 scuole presenti in Friuli Venezia Giulia.
Il prof. Mauro Dolce, Direttore dell'Ufficio rischio sismico e vulcanico del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, ha effettuato una disamina completa delle azioni di mitigazione dei rischi attuate dal Dipartimento. In particolare ha evidenziato come il Piano Nazionale per la Prevenzione Sismica (L.77/2009) si ponga l'obiettivo di massimizzare i benefici derivanti dai finanziamenti con investimenti mirati in aree a maggior vulnerabilità sismica.
L'ultimo intervento a carattere scientifico è stato quello del Direttore centrale della Protezione civile regionale, dott. Guglielmo Berlasso, che ha illustrato il nuovo Sistema regionale integrato di allerta del Friuli Venezia Giulia, in particolare ha illustrato gli strumenti tecnologici di monitoraggio, le azioni di sorveglianza del territorio e le attività di collaborazione tra le strutture territoriali del Ministero dell'Interno e la Protezione Civile della Regione.
L'Assessore regionale Luca Ciriani e il Prefetto di Trieste Alessandro Giacchetti hanno quindi sottoscritto la convenzione di collaborazione tra la Protezione civile regionale e i Vigili del Fuoco. Il dott. Giacchetti ha evidenziato l'importanza delle tecnologie di comunicazione per il coordinamento delle forze di soccorso sia della Protezione civile  regionale che delle strutture decentrate dello Stato durante l'emergenze.
Il Capo Dipartimento Nazionale di Protezione civile, Franco Gabrielli, nel suo intervento, dopo aver ricordato le 989 vittime del sisma, ha elogiato il lavoro dei sindaci e dei volontari, nonché la lungimiranza di Zamberletti nella gestione della tragedia del terremoto e della successiva ricostruzione. Il dott. Gabrielli ha quindi sottolineato come, purtroppo, nel nostro Paese stenti a radicarsi una cultura di Protezione civile come invece si è realizzato in Friuli Venezia Giulia. Infine ha ringraziato il mondo del volontariato, indispensabile "esercito" nell'emergenze.
L'onorevole Zamberletti ha iniziato il suo discorso elogiando il Centro operativo della Protezione civile regionale di Palmanova, da lui recentemente visitato. Ha quindi evidenziato come sia realmente esistito un "modello Friuli", i cui fattori realizzativi andrebbero studiati per poter replicare le positive esperienze della ricostruzione friulana nelle altre parti del Paese al verificarsi di simili tragedie. Tra l'altro anche la convinzione che Protezione civile significhi anche prevenzione e previsione è nata dall'esperienza del terremoto del '76. Ricordando gli anni della ricostruzione, l'onorevole Zamberletti ha ringraziato il popolo friulano per la forza dimostrata in quei frangenti ma anche l'intera Nazione che si era mobilitata per portare aiuto al Friuli.
Il Presidente Tondo, nel suo intervento, ha innanzitutto ricordato ed auspicato quello spirito di coesione e quel modello di democrazia che seppe realizzare un decisionismo responsabile in quel tragico momento: ritrovare quello spirito consentirebbe oggi di superare con maggiore serenità le attuali difficoltà. Il Presidente ha chiesto al Capo Dipartimento di intercedere presso il Governo affinchè le previsioni del cosiddetto decreto "milleproproghe" possano essere riviste. Il Presidente ha ricordato che il Friuli Venezia Giulia, in quanto regione capofila nel coordinamento delle Protezioni civili regionali, deve segnalare i rischi imposti dai vincoli preventivi della Corte dei Conti sulle possibilità di spesa previsti dal decreto. Il Presidente ha anche  rimarcato l'importanza della convenzione di collaborazione appena sottoscritta tra la Protezione civile regionale e i Vigili del Fuoco, un accordo che è simbolo di una collaborazione istituzionale fondamentale. Infine il Presidente si è detto orgoglioso di festeggiare la Protezione Civile Regionale in quanto modello di riferimento in ambito nazionale.