Campo di Osoppo e Gemona e Anfiteatro morenico del Tagliamento

La piana di Osoppo e Gemona ha la forma di un triangolo isoscele e presenta le caratteristiche di una pianura alluvionale compresa tra rilevi montuosi sui due lati e le colline moreniche a sud. Quest’area, sottoposta ad una potente azione abrasiva del ghiacciaio, è stata successivamente riempita da sedimenti fluvio - glaciali provenienti, oltre che dal Tagliamento, dai torrenti Vegliato e Orvenco. Per inciso risulta che i sedimenti fluvio - lacustri, a 8-10 m dal piano campagna, abbiano un’età di 8.000 anni.

L'area più settentrionale è caratterizzata da depositi alluvionali prevalentemente grossolani. Si tratta di sedimenti essenzialmente ghiaiosi, solitamente di natura calcarea e calcareo - dolomitica, talora ghiaioso - sabbiosi con sporadiche e deboli lenti di materiale limoso - argilloso che divengono più frequenti verso sud, in corrispondenza della zona di risorgiva ubicata immediatamente a nord dell'Anfiteatro morenico del Tagliamento. L'area a sud del Campo di Osoppo e Gemona sfuma infatti nei rilievi dell'Anfiteatro morenico e nei rilievi silico - clastici e conglomeratici di età terziaria affioranti tra Tarcento e Ragogna.

Il substrato litoide è costituito nella sua parte settentrionale da rocce carbonatiche mesozoiche, mentre la parte meridionale è rappresentato da rocce in facies di flysch di età eocenica; il contatto delle facies è dovuto alla presenza del “Sovrascorrimento periadriatico” che ha dislocato il basamento facendone notevolmente variare la profondità.

A questa dislocazione, di carattere regionale e ancora attiva, se ne associano altre che danno luogo ad un vero e proprio sistema, condizionando non poco la geometria del basamento. Esso risulta avere una profondità estremamente variabile che giunge ad un massimo di 120 metri in corrispondenza della pianura vera e propria e che dovrebbe superare i 200 metri in corrispondenza del percorso attuale del Fiume Tagliamento o meglio del suo paleoalveo. Più a sud, nella zona della confluenza tra il Rio Gelato e il Fiume Ledra, la profondità del basamento é sensibilmente inferiore, compresa tra 40 e 60 m dal piano campagna.

Veduta aerea del Campo di Osoppo e Gemona

Anfiteatro morenico del Tagliamento

L'Anfiteatro morenico del Tagliamento costituisce una importante unità morfologica che si trova nell'area di sbocco del fiume in pianura. Consiste in tre cerchie principali di modesti rilievi a testimonianza dell’imponente attività di trasporto e deposito degli antichi ghiacciai che si ritirarono circa 12.000-14.000 anni fa. Il sottosuolo è caratterizzato da marcate eterogeneità litologiche riscontrabili anche a brevi distanze lineari, a testimonianza di differenti episodi deposizionali. Prevalentemente si tratta di materiali piuttosto fini o per lo meno con accentuata presenza di materiali limoso - sabbiosi e limoso - argillosi, anche in corrispondenza degli episodi deposizionali più grossolani. I depositi eterogenei sciolti poggiano talvolta su depositi conglomeratici potenti e continui anche se segnalati solo localmente.

Le caratteristiche litologiche del basamento prequaternario nell'area dell'Anfiteatro sono note puntualmente solo in alcuni punti e, visto l'articolato sistema di dislocazioni che interessa anche qui il substrato, non sono possibili estrapolazioni o previsioni circa il suo andamento. In particolare il basamento é caratterizzato da Flysch nell'area a nord della dislocazione di importanza regionale detta "Linea Cividale - Tricesimo", nella zona di Buia, ove affiora, e nel sottosuolo di Artegna e, in parte, di Osoppo.

A meridione e a occidente, in assenza di verifiche puntuali, si deve far riferimento ai dati AGIP derivanti dall'interpretazione della geofisica profonda, secondo la quale al di sotto delle morene e delle alluvioni compaiono potenti depositi clastici riferibili al Miocene (conglomerati, arenarie, siltiti, ecc.) che emergono a costituire i rilievi di Ragogna e Susans. Da sondaggi eseguiti nell’ambito di recenti ricerche dell’O.G.S. di Trieste, nel settore occidentale dell’Anfiteatro il substrato risulta essere conglomeratici fino a notevole profondità; tali conglomerati devono essere sicuramente ascritti al Quaternario in superficie e al Miocene in profondità.