I corsi d’acqua montani

I corsi d’acqua montani si sviluppano e terminano nelle aree montane; la caratteristica è riconducibile anche ai tratti iniziali dei corsi maggiori che poi proseguono nella pianura.

Cascata maggiore del Cornappo
Cascata maggiore del Cornappo

Questi corsi d’acqua alimentati prevalentemente dal ruscellamento superficiale sono caratterizzati da un regime idraulico prettamente torrentizio e si sviluppano in alvei incisi in roccia o nelle proprie alluvioni. 

Il profilo longitudinale denota una notevole pendenza che favorisce un considerevole trasporto solido durante gli eventi di piena, con mobilizzazione di materiale litoide di dimensioni notevoli (debris-flows). 

Gli eventi meteorici intensi spesso intaccano la stabilità delle loro sponde provocando occasionalmente frane di versante che conferiscono ulteriore apporto solido all’alveo.

Il torrente Saisera
Il torrente Saisera

La granulometria del letto torrentizio si presenta caratterizzata da valori elevati dei diametri caratteristici, che poi nel prosieguo verso valle si vanno riducendo secondo la generale dinamica fluviale.

I maggiori corsi d’acqua regionali (Tagliamento, Isonzo, Cellina, Meduna, Torre, Natisone), che nascono caratterizzati dal comportamento torrentizio, scorrono sulle proprie conoidi di deiezione e alluvioni che si distinguono per il progressivo diminuire dei diametri caratteristici.

Il Natisone a Cividale
Il Natisone a Cividale


In pianura la tipologia di detti fiumi si trasforma da torrentizia a monocursale e pluricursale, denotando una sezione idraulica sempre più ampia, che tuttavia viene completamente impegnata solamente in occasione di portate di piena eccezionali.

I corsi d’acqua principali nell’alta pianura sono caratterizzati da portate medie limitate, che però aumentano in corrispondenza della linea delle risorgive per l’apporto delle acque di affioramento freatico che affluiscono anche attraverso i corsi d’acqua secondari.