Il “Carso Classico” è quella vasta area al confine nord-orientale d’Italia con la Slovenia, che si estende dalla sinistra del fiume Isonzo e dal Golfo di Trieste fino a Postumia (Postojna) e a San Canziano (Skocjan), caratterizzata dalla presenza in superficie ed in profondità di morfotipi carsici particolarmente evoluti, frequenti e vari. Appena una piccola parte di “Carso Classico” è oggi in Italia, e precisamente un tratto della terminazione occidentale prospiciente il Golfo di Trieste. Per ragioni più storico-politiche che fisico-geologiche la parte è poi frequentemente suddivisa in Carso triestino (Provincia di Trieste) e Carso isontino (Provincia di Gorizia).
Dal punto di vista litologico, la piattaforma carsificata consiste in una potente successione di rocce prevalentemente carbonatiche di età da triassica nella zona di radice a eocenica al tetto della serie, localmente sovrastata da una successione torbiditica quarzoso-feldispato-calcarea terziaria (Flysch). Nell’area presa in considerazione, in particolare, affiorano diffusamente calcari e, subordinatamente, dolomie.
Dal punto di vista strutturale il Carso Classico è caratterizzato da un'ampia anticlinale debolmente asimmetrica ad asse NW-SE complicata da una serie di pieghe secondarie e da alcune faglie.
L’aspetto geomorfologico, in generale, è di un altopiano di bassa-media quota a clima temperato (localmente sub-alpino), relativamente ondulato, con ampi pianori, caratterizzato da doline e da colline residuali, con fasce ad incarsimento più o meno intenso a seconda delle litologie affioranti.
Questo ambiente è caratterizzato da fenomeni molto tipici legati alle caratteristiche chimiche e strutturali delle rocce carbonatiche che lo costituiscono (calcari e subordinatamente dolomie) e da un drenaggio superficiale assente o poco sviluppato per la presenza di numerose depressioni e cavità sotterranee
Il sistema idrogeologico è costituito da un complesso bacino sotterraneo intensamente e diffusamente carsificato e da una serie di tributari esterni legati alle perdite parziali o totali di corsi d'acqua superficiali che contribuiscono alla formazione della risorsa idrica sotterranea. L’unica idrografia superficiale in diretto contatto con il Carso Triestino è rappresentata dal Torrente Rosandra che incide l’omonima valle.
