Anche la Protezione civile della Regione Friuli Venezia Giulia ha partecipato alla simulazione della grande emergenza vulcanica del Vesuvio denominata Major Emergency Simulation Exercise (MESIMEX), che si è svolta in Campania dal 18 al 23 ottobre 2006.
Il Vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia e assessore alla Protezione civile, Gianfranco Moretton, accogliendo l’invito del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, che ha organizzato l’esercitazione con il supporto dell’Unione Europea, ha inviato in Campania oltre quaranta volontari di Protezione civile e trenta funzionari regionali.
L’esercitazione ha simulato la ripresa eruttiva del Vesuvio e ha focalizzato l’attenzione sulle attività da realizzare e coordinare a livello nazionale ed internazionale prima dell’eruzione, dalla dichiarazione del livello di attenzione a quella di allarme, con la conseguente evacuazione di un campione di duemila abitanti dell’area più a rischio.
A questo scopo sono stati allestiti 6 check point (aree di accoglienza e registrazione delle popolazioni evacuate) predisposti per fornire generi di primo conforto e censire gli sfollati prima del loro trasferimento verso le Regioni gemellate con i Comuni vesuviani individuati dal piano di emergenza.
La colonna mobile del Friuli Venezia Giulia, partita da Palmanova alle ore 4.00 e composta da 11 mezzi, è arrivata nel primo pomeriggio di venerdì 20 ottobre, presso l’area di Marcianise assegnata alla Protezione civile della regione Friuli Venezia Giulia e alla regione Liguria, per organizzare il centro di accoglienza di 500 sfollati provenienti dai Comuni di Cercola, Massa di Somma e San Giorgio a Cremano. Nelle ore successive all’arrivo i volontari di Protezione civile hanno pertanto allestito una tendopoli completa con tende ad uso dormitorio, tendone mensa, cucina, tenda sanitaria, segreteria, sevizi igienici e spazi ricreativi.
Nel frattempo dalla SOR (Sala Operativa Regionale) di Palmanova, in funzione del ruolo del Friuli Venezia Giulia quale regione capofila nell’ambito del sistema nazionale integrato di Protezione civile, dopo la comunicazione dello stato di allarme da parte del Dipartimento Nazionale di Protezione civile, è partita l’attivazione a tutte le regioni italiane. Sempre in funzione di questo ruolo, dal DI.COMA.C. (Direzione Comando e Controllo - centro di coordinamento nazionale per l’emergenza) due funzionari della Protezione civile della Regione Friuli Venezia Giulia hanno gestito il coordinamento delle regioni per tutta la durata dell’esercitazione, in sinergia con i referenti delle strutture operative di emergenza coinvolte in ambito sanitario, delle telecomunicazioni, della viabilità e del volontariato.
L’evento principale dell’esercitazione si è svolto domenica mattina quando, scattata la fase di allarme, dal DI.COMA.C. (Direzione Comando e Controllo - centro di coordinamento nazionale per l’emergenza) è stato disposto l’avvio del piano di evacuazione.
Nei 18 Comuni dell’area rossa i cittadini, che in caso di reale evento calamitoso saranno più di cinquantamila, puntuali sono saliti sui pullman che in poco tempo hanno raggiunto i centri di raccolta.
I primi evacuati a giungere al centro di raccolta di Marcianise sono stati i cittadini residenti a Cercola dove sono stati accolti dal Capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, Guido Bertolaso, dal direttore della Protezione Civile della Regione Friuli Venezia Giulia, Guglielmo Berlasso, dai volontari di protezione civile e dai funzionari regionali che in pochi minuti hanno sbrigato le formalità di registrazione.
Guido Bertolaso ha stretto la mano a molti cittadini ringraziandoli per la collaborazione e ha constatato con soddisfazione che ogni fase dell’assistenza ai cittadini si è svolta in modo fluido e puntuale grazie all’accurata organizzazione. Inoltre presso il check point di Marcianise, l’accoglienza agli sfollati è stata calorosa, un aspetto fondamentale nell’ottica del verificarsi di un evento calamitoso reale e particolare attenzione a tal proposito è stata posta al soccorso dei bambini.
Per loro sono state organizzate diverse attività ludiche e formative: dall’illustrazione dei mezzi e delle attrezzature di protezione civile, ai giochi di squadra per l’apprendimento delle attività d’antincendio fino alla proiezione di un video sui comportamenti da tenere in caso di pericolo nell’ambito di un minicinema appositamente allestito all’interno di una tenda.
Dopo il pranzo preparato e distribuito dagli alpini, mentre i bambini sono stati allietati dai volontari con le attività d’animazione, agli adulti è stato presentato in un tendone predisposto come auditorium, il sistema nazionale di protezione civile, il piano d’emergenza per l’evacuazione e gli studi sul rischio sismico. Tra le altre attività del campo si sono svolte anche delle “lezioni di primo soccorso” , alle quali hanno partecipato con molto interesse interi nuclei familiari.
Nel corso della giornata sono giunti in visita al campo gli osservatori nazionali ed internazionali che per conoscere ed approfondire tutti gli aspetti dell’esercitazione, hanno effettuato un percorso di visita guidato nell’ambito di tutte le strutture coinvolte nella simulazione.
L’esercitazione Mesimex per la prima volta ha anche voluto mettere alla prova l’efficacia di risposta degli Stati membri dell’Unione Europea nel predisporre l’invio di squadre d’esperti vulcanologi che sono stati indirizzati all’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e squadre di assistenza a supporto alla popolazione straniera presenti in ogni area check point.
Domenica sera il rientro della popolazione presso i rispettivi Comuni e la chiusura dei centri operativi e di coordinamento, ha posto termine alla prova di evacuazione. “La sfida virtuale col vulcano è stata vinta” ha dichiarato soddisfatto Guido Bertolaso nella consapevolezza che l’intensa attività esercitativa del Mesimex ha consentito di verificare la capacità di risposta ad un evento calamitoso di forte impatto.
Anche l’assessore Moretton ha espresso la massima soddisfazione in merito alla partecipazione della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia all’esercitazione Mesimex dove “il Friuli Venezia Giulia ha avuto un ruolo di primo piano nella sua funzione di regione capofila in materia di Protezione civile nell’ambito della Conferenza delle regioni“. “Con questa esercitazione – ha affermato l’assessore - la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia si è posta in un’ottica europea confrontandosi anche con delegati provenienti dagli Stati membri dell’Unione Europea a dimostrare ancora una volta come chi si occupa di Protezione civile è capace di superare i confini territoriali per muoversi con obiettivi comuni in opere di alto valore sociale che vedono il punto di forza nella salvaguardia dell’incolumità delle persone, nella tutela dell’ambiente e del territorio”.
